Listino prezzi parrucchiere da stampare o salvare in PDF
Scrivi il listino a sezioni, con una riga per ogni voce: nome, descrizione, durata e prezzo. Il prezzo può essere fisso, «da», «da… a…» oppure «su richiesta». Puoi partire da un modello per parrucchiere, barbiere, estetista o bar: ci sono i nomi delle voci, i prezzi li scrivi tu. Anteprima dal vivo, poi stampi in A4 o salvi il PDF. Gratis, senza registrazione.
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Come si fa un listino prezzi da stampare?
Il listino è un foglio A4 con le sezioni del tuo lavoro e, per ogni voce, il prezzo. Puoi partire da un modello, che contiene solo i nomi delle voci, oppure da un foglio vuoto. Aggiungi la data da cui valgono i prezzi e le note, scegli stile e colonne, poi stampa o salva il PDF.
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Parti da un modello o da un foglio vuoto
I modelli sono quattro: parrucchiere, barbiere, estetista e bar. Contengono le sezioni e i nomi delle voci, ma nessun prezzo: non esiste un prezzo giusto per tutti, i tuoi li scrivi tu. Cancella le voci che non fai e aggiungi le tue. Se vuoi, scrivi il nome dell'attività e carica il logo.
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Scrivi voci e prezzi
Per ogni voce scrivi il nome e, se vuoi, una descrizione e la durata. Il prezzo può essere fisso, «da» (per esempio da 25 €), «da… a…» (da 25 a 40 €) oppure «su richiesta». «Da» e «da… a…» servono quando il prezzo dipende dal lavoro, per esempio dalla lunghezza dei capelli. Una nota in fondo può spiegare da cosa dipende.
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Aggiungi data, IVA e note
«Prezzi validi dal» dice da quando vale il listino: utile quando aggiorni i prezzi e togli i fogli vecchi. Le note in fondo servono per le condizioni, per esempio un supplemento. Puoi aggiungere la riga «Prezzi IVA inclusa». Per i consumatori conviene indicare il prezzo finale, con l'IVA.
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Scegli stile e colonne, poi stampa
Scegli lo stile e una o due colonne: due colonne vanno bene se hai molte voci brevi. Controlla l'anteprima, poi stampa in A4 o salva il PDF. Se cambi un prezzo, modifica la voce e ristampa. Le regole sull'esposizione del listino dipendono da regione e Comune: trovi i dettagli nelle domande qui sotto.
Domande frequenti
Domande frequenti sul listino prezzi
Con il sito per negozi e attività locali gli orari sono online e li cambi dal telefono. 690 € una tantum, niente IVA da aggiungere.
Il listino prezzi è obbligatorio per un parrucchiere o un'estetista?
Dipende da regione e Comune: per acconciatori ed estetisti l'esposizione dei prezzi dei servizi cambia da una regione all'altra e spesso da un Comune all'altro. Non abbiamo trovato una regola nazionale unica che imponga il cartello. La norma generale sui servizi (D.Lgs 59/2010, art. 31) chiede di dare il prezzo in modo chiaro e in tempo utile, quando è predefinito, lasciando scegliere il modo: per esempio renderlo facilmente accessibile sul luogo della prestazione. Per la tua zona chiedi allo sportello SUAP del Comune.
Per un bar il listino prezzi va esposto?
Anche per i bar le regole cambiano da regione a regione e da Comune a Comune. Per fare un esempio, in Lombardia la legge regionale 6/2010 (art. 77) prevede una tabella con i prezzi delle bevande dentro il locale. Per gli alimenti prevede la stessa tabella più il menu esposto all'esterno o leggibile dall'esterno. Con il servizio al tavolo, il listino va messo a disposizione prima dell'ordinazione e indica l'eventuale componente di servizio. Questo vale solo in Lombardia: altrove chiedi al SUAP del tuo Comune.
Devo indicare il prezzo con l'IVA?
Per i prodotti venduti ai consumatori, il Codice del consumo (art. 13) definisce il «prezzo di vendita» come il prezzo finale, comprensivo dell'IVA e di ogni altra imposta. Per i servizi non abbiamo letto una norma analoga in una fonte ufficiale. Per questo, ai consumatori, conviene indicare il prezzo finale con l'IVA. Lo strumento ha una riga facoltativa «Prezzi IVA inclusa». Se lavori anche con altre imprese, chiedi al commercialista.
Se vendo anche dei prodotti, come ne espongo i prezzi?
I prodotti in vendita, per esempio shampoo o creme, seguono regole diverse dai servizi. Per il commercio al dettaglio (D.Lgs 114/1998, art. 14) i prodotti esposti in vetrina, all'ingresso o sui banchi devono avere il prezzo di vendita al pubblico chiaro e ben leggibile, con un cartello o altre modalità idonee. Se sono identici e dello stesso valore basta un cartello solo. Per le violazioni c'è una sanzione amministrativa, che il testo di legge indica ancora in lire: per questo non ti scriviamo una cifra. Chiedi al Comune.
Posso scrivere «da» o «su richiesta» al posto del prezzo?
Sì, lo strumento li prevede. Se per un servizio non hai un prezzo predefinito, il D.Lgs 59/2010 (art. 31) dice che su richiesta del cliente comunichi il costo oppure, se non puoi indicare un prezzo esatto, il metodo di calcolo o un preventivo sufficientemente dettagliato. Un «da» con una nota che spiega da cosa dipende il prezzo aiuta chi legge. Per le regole del tuo Comune chiedi al SUAP.
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