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Codice CIN per affitti brevi, casa vacanze e B&B: come ottenerlo e dove esporlo

· 5 min di lettura

Portone in legno ad arco di una casa con applique accanto

Cos'è il CIN, chi deve averlo, come si chiede su BDSR con SPID o CIE, dove va esposto e indicato, quali sono le sanzioni. E cosa dice la norma sulla targa.

Il CIN è il codice identificativo nazionale assegnato dal Ministero del turismo a chi affitta per finalità turistiche, in locazione breve o gestisce una struttura ricettiva. Si chiede online nella BDSR con SPID o CIE. Va esposto all'esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio. Senza, le sanzioni vanno da 800 a 8.000 euro.

Che cos'è il CIN e da dove viene?

Il CIN è previsto dall'art. 13-ter del decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145, la norma sulle locazioni per finalità turistiche, le locazioni brevi e le attività turistico-ricettive. La Banca dati delle strutture ricettive (BDSR) del Ministero del turismo è entrata in esercizio il 3 settembre 2024.

Il termine per ottenerlo è stato prorogato dal Ministero al 1° gennaio 2025. Oggi, quindi, non è una novità in arrivo: chi affitta senza CIN è già fuori regola.

Le regioni che avevano già codici identificativi regionali li ricodificano come CIN, aggiungendo un prefisso alfanumerico fornito dal Ministero.

Chi deve avere il CIN?

Il Ministero assegna il CIN a tre categorie:

  • unità immobiliari a uso abitativo destinate a locazioni per finalità turistiche;
  • locazioni brevi (art. 4 DL 50/2017);
  • strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere definite dalle normative regionali.

Quindi vale per la casa vacanze, per l'appartamento affittato a turisti e per il B&B e le altre strutture extralberghiere. Se non sai in quale categoria rientri, ti aiuta la guida su come aprire una casa vacanze o quella su come aprire un B&B.

Come si chiede il CIN?

Il CIN lo chiede online chi affitta o il titolare della struttura, con una domanda (istanza) e una dichiarazione sostitutiva che attesta i dati catastali. La procedura è nella BDSR e il codice arriva subito: basta entrare con SPID o CIE.

  1. Apri la BDSR del Ministero del turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it).
  2. Entra con SPID o CIE.
  3. Compila l'istanza con i dati dell'immobile, compresi i dati catastali.
  4. Se sei locatore, l'istanza attesta anche che hai i dispositivi di sicurezza richiesti (rilevatori di gas e monossido, estintori).

Prima di iniziare, tieni a portata di mano i dati catastali dell'immobile.

Quanto costa la richiesta e se conviene delegarla a un intermediario: su questo non abbiamo dati verificati, quindi non te lo diciamo. Chiedi al Comune o al tuo commercialista.

Dove va esposto il CIN?

All'esterno dello stabile in cui si trova l'appartamento o la struttura, nel rispetto di eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici. Deve farlo chi affitta l'appartamento o il titolare della struttura ricettiva.

E la targa? La norma non parla di "targa". Dice solo che il CIN va esposto all'esterno dello stabile. La targa è un modo comune di farlo, ma non ne abbiamo trovato forma o dimensioni prescritte in nessuna norma che abbiamo letto. Se ti serve una conferma, chiedi alla polizia locale del tuo Comune. Se vuoi prepararla, con la nostra targa CIN da stampare scrivi il codice, scegli stile e misura e la stampi o scarichi il file per la tipografia.

La Regione Lombardia indica che il CIN va esposto all'esterno e indicato nei materiali promozionali.

Dove va indicato il CIN?

Il CIN va indicato "in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato". Anche chi fa intermediazione immobiliare e chi gestisce portali telematici deve indicarlo negli annunci.

In pratica: sulle piattaforme di prenotazione, sui social se pubblichi un'offerta, nei volantini.

Sul tuo sito? La norma dice "ogni annuncio ovunque pubblicato", ma non nomina espressamente le pagine web. Quindi non possiamo dirti con certezza che sia obbligatorio anche lì. Metterlo in fondo a ogni pagina, però, è prudente e utile: l'ospite lo trova subito e il sito dice la stessa cosa dei tuoi annunci. Nei siti che facciamo per B&B lo mettiamo sempre lì.

Cosa rischio senza CIN o se non lo espongo?

ViolazioneSanzione
Offrire in locazione unità o strutture prive di CINDa 800 a 8.000 euro, in relazione alle dimensioni della struttura o dell'immobile
CIN non esposto o non indicato negli annunciDa 500 a 5.000 euro per ciascuna struttura o unità per cui è accertata la violazione, più l'immediata rimozione dell'annuncio irregolare
Mancanza di rilevatori gas/monossido o estintoriDa 600 a 6.000 euro per ciascuna violazione accertata (art. 13-ter, comma 9)

La rimozione dell'annuncio pesa quanto la multa: se l'annuncio sparisce, perdi prenotazioni.

Chi controlla?

I controlli e le sanzioni spettano al comune dove si trova la struttura, attraverso la polizia locale. L'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza incrociano i dati per trovare chi affitta senza CIN.

Come mi metto in regola, in pratica?

Una lista breve, nell'ordine in cui conviene farla:

  1. Richiedi il CIN nella BDSR, se non l'hai ancora.
  2. Esponilo all'esterno dello stabile, rispettando eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici.
  3. Controlla ogni annuncio che hai pubblicato, su ogni piattaforma e su ogni canale, e aggiungi il codice dove manca.
  4. Aggiorna anche i materiali promozionali (volantini, biglietti), come indica la Regione Lombardia.
  5. Segnati dove l'hai messo, così al prossimo annuncio non lo dimentichi.

Se qualcosa non ti è chiaro nel tuo caso, chiedi al Comune o al tuo commercialista: le regole regionali cambiano da un posto all'altro.

Cosa faccio se ho più unità?

Il CIN riguarda ciascuna unità o struttura: la sanzione per mancata esposizione è calcolata per ciascuna struttura o unità. Se gestisci più case, tieni un elenco con indirizzo e CIN di ognuna, e ricontrolla che sia in ogni annuncio.

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In breve

  • Il CIN lo assegna il Ministero del turismo: lo prevede l'art. 13-ter del DL 145/2023.
  • Serve a case vacanze, locazioni brevi e strutture ricettive.
  • Si chiede nella BDSR con SPID o CIE.
  • Va esposto all'esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio.
  • La norma non parla di "targa": è un modo comune di esporlo.
  • Senza CIN da 800 a 8.000 euro; senza esposizione e indicazione da 500 a 5.000.

Aggiornato al 23 ottobre 2026.

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